Mercoledì mattina il proprietario della fabbrica di via Rubattino è entrato nella proprietà sotto sigilli, accompagnato dalla polizia e da alcune scorte, riprendendo ufficialmente possesso della Innse. Dopo alcuni tafferugli con gli agenti, i lavoratori, che da tre mesi portano avanti un presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica, sono entrati per controllare cosa stesse facendo il "padron Genta". La Digos ha prontamente respinto la delegazione.
(foto Silvia Tagliabue)



Dentro ai locali occupati dai lavoratori è cominciata la discussione sul da farsi. Venerdì pomeriggio alla Prefettura di Milano ci sarà l'incontro tra tutte le parti interessate all' "affaire Innse", che sempre più sta diventando un caso emblematico del declino del sistema industriale italiano e della mancanza di qualsiasi istituzione in grado di contrastarlo. L'unico a rimanere sulla scena è il "partito del cemento", post-ideologico e post-fordista. E via Rubattino di Lambrate - dove sorgevano tante fabbriche che hanno fatto la storia di Milano, dalla Innocenti alla Innse appunto - si prepara a diventare una lunga infilata di palazzoni, quelli dove puoi "andare a vivere nel verde(?) ad due passi dal centro". 

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