09/12/2008

A UN ANNO DALLA STRAGE DELLA THYSSENKRUPP

Intervista a Sergio Bonetto, uno degli avvocati dei lavoratori della ThyssenKrupp e dell’Associazione Legami d’Acciaio
Come valutare la legislazione relativa alla sicurezza sul lavoro in Italia? Come farla rispettare? La ThyssenKrupp era una fabbrica in dismissione in cui le sicurezze previste per legge erano state trascurate, ma dove la produzione continuava giorno e notte, senza svolgere le manutenzioni necessarie.
Di Silvia Tagliabue



La manifestazione svoltasi a Torino in occasione del primo anniversario della strage della ThyssenKrupp ha visto una partecipazione straordinaria di diverse decine di migliaia di lavoratori e cittadini.
Il corteo, raccoltosi davanti ai cancelli della fabbrica, ha sfilato attraverso il centro della città fino al Palazzo di Giustizia, per chiedere una radicale inversione di marcia in materia di sicurezza sul lavoro. I lavoratori continuano a morire con una media di 4 al giorno, ma oltre alla retorica di rito, nulla sembra cambiare. Le iniziative del governo sono la detassazione degli straordinari, la proroga della legge sulla valutazione dei rischi aziendali in materia di sicurezza, l’asservimento dell’ispettorato del lavoro, ridotto a una funzione di "servizio" e non più di controllo. Solo mettendo fine alle politiche concertative che hanno permesso un’incontrollata precarizzazione del lavoro e un allentamento delle garanzie di salute e di sicurezza dei lavoratori si può uscire dall’ambito delle dichiarazioni e passare ai fatti. La Confederazione Unitaria di Base sta organizzando assemblee, iniziative di informazione, vertenze sulla sicurezza nelle aziende e sul territorio in preparazione di nuove mobilitazioni generali su questi temi.
di Silvia Tagliabue
Prodotto dalla Confederazione Unitaria di Base C.U.B www.cub.it

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